chip chip
il computer prende "corpo"

 

quaderno di robotica
I.T.I.S. "A. Einstein" di Roma
I.T.I.S Sperimentale “M.L.Cassata” di Gubbio
S.M.S. "Damiano - Novello" di Ravenna

 

giovedì, 09 marzo 2006

logo

Laboratori robotici e prototipi in azione

Dal 13 al 19 marzo
Perugia
MarcoP | plink | 10:55 |commenti (3)
eventi, einstein


venerdì, 17 febbraio 2006

Segnalo, suggerendo di seguire i numerosi link presenti, l'articolo su spigolature.

Buona lettura.
MarcoP | plink | 21:48 |commenti
einstein


domenica, 22 gennaio 2006

Segnalo questo ottimo punto di ingresso nel mondo della "Intelligenza Artificiale": Networks.
MarcoP | plink | 18:10 |commenti
einstein


venerdì, 20 gennaio 2006

robot NTXSegnaliamo, dal lancio su punto-informatico di oggi, l'esistenza di un nuovissimo kit robotico lego Mindstorm NXT.

Esiste anche un blog dedicato al nuovo sistema.

Da non dimenticare neanche il sito dedicato alle scuole...

Buona lettura!  ;-)

MarcoP | plink | 13:32 |commenti (1)
einstein


venerdì, 13 gennaio 2006

domande: che cos'è un robot? per quale finalità è progettato e realizzato?

 

 

 

 

il robot è un insieme di componenti hardware  e software assemblati tra di loro, per far sì che il robot compia diverse azioni, a seconda di come è stato programmato. le sue dimensioni possono variare a seconda della componentistica ultilizzata. negli ultimi anni. il progresso della tecnologia ha permesso di ridurne le dimensioni e aumentarne le prestazioni (nano tecnologia). Un robot autonomo è una macchina capace, almeno in parte, di lavorare senza il controllo di un uomo. In altre parole, un robot autonomo è capace di percepire il proprio ambiente, di decidere da solo cosa fare e come farlo, e di mettere in pratica questa decisione. E' nel campo della robotica autonoma che si trovano i robot più sofisticati e complessi, e che la ricerca scientifica più avanzata opera. In effetti si potrebbe dire che solo i robot autonomi sono veri robot.

 

 

Le macchine automatiche, per esempio una lavatrice, svolgono il loro compito senza l'intervento di un essere umano. La differenza tra queste macchine e i robot e sta nel grado di flessibilità: una macchina automatica può essere considerata un robot solo se possiede sistemi molto sofisticati per analizzare il proprio ambiente e per decidere cosa fare, senza limitarsi a eseguire azioni prefissate o con poche varianti; inoltre un robot deve saper affrontare in modo ragionevole anche situazioni del tutto o in parte non previste dal programma. anche i più sofisticati robot autonomi che esistono oggi hanno bisogno dell'uomo.

Il robot è stato realizzato soprattutto per facilitare il lavoro dell'uomo, e ridurre i tempi. All'inizio, il suo utilizzo è stato molto efficace nelle fabbriche, solo più tardi il suo impiego ha avuto sviluppi anche nei campi della medicina, nel settore bellico, aereospaziale. i robot comunque seguono determinati criteri che vengono definiti con le "tre leggi fondamentali della robotica", 1 Un robot non può recare danno agli esseri umani né permettere che, a causa della propria negligenza, un essere umano patisca danno;
2 un robot deve sempre obbedire agli ordini degli esseri umani, a meno che non contrastino con la Prima Legge ;
3 un robot deve proteggere la propria esistenza, a meno che questo non contrasti con la Prima o la Seconda Legge. Comunque  è sempre l’ uomo che decide l'obiettivo che il robot deve raggiungere, e il robot può essere più o meno libero di scegliere il modo per raggiungerlo.

Emanuela Guarragi e Stefania Buccinnà

manu87 | plink | 16:10 |commenti
einstein, definizione



Il robot  è un termine della lingua ceca (Robota); questo termine vuole dire "lavoro pesante" o "lavoro forzato.

Il robot è una macchina che è in grado di lavorare autonomamente tramite dei comandi impartitagli dall'uomo, tramite programmazioni definite o utilizzando delle tecniche artificiali.

Con questi lavori i robot aiutano le persone nei lavori; i robot vengono usati soprattutto per costruire, fabbricare cose con materiali pesanti e/o pericolosi.

Un robot può avere delle connessioni guidate da retroazioni delle percezioni e delle azioni ma senza essere guidato dall'uomo.

L'azioni che possono fare hanno la forma di motori elettro-magnetici, o attuatori, che riescono a farlo muovere, aprire e chiudere la bocca,a fargli muovere un braccio ecc; questi movimenti vengono fatti da dei programmi eseguiti da dei computer che possono essere interni o esterni al robot stesso o da un microcontroller.

I robot possono essere chiamati anche in altre tipologie come "uomo meccanico", "androide" che viene dal greco.

Robot quindi è un termine che è rappresentato per indicare un essere artificiale che può essere un automa ho un androide, (che è sempre un essere  artificiale che assume sembianza umana,ma questi sono presenti sopratutto nei racconti di fantascienza)che svolge le azioni di un animale o di un uomo.

Il termine robot quindi ha finito per essere utilizzato su molte macchine che svolgono le funzioni di un umano o un animale in qualsiasi campo.

Comunque, nella comprensione moderna, il termine implica un grado di autonomia che escluderebbe molte macchine automatiche dal venire chiamate robot. Si tratta di una ricerca per robot sempre più autonomi, il che è il maggiore obbiettivo della ricerca robotica e il motivo che guida gran parte del lavoro sull'intelligenza artificiale.

 Di           Angelo Buonfiglio e Simone De Angelis

 

abuonfiglio | plink | 10:31 |commenti (1)
einstein, definizione



kit_robo3un robot è costituito da diversi componenti e l'assemblaggio prevede unicamente incastri e viti, nonostante ci sia un circuito elettronico.

La parte più importante è sicuramente il microprocessore, che svolge la funzione in base ad un software e quindi elabora le informazioni trasmesse.è molto importante anche il circuito elettrico che viene montato a seconda della funzione o del movimento che vogliamo fargli svolgere, quasi sempre questo circuito è composto anche da due o più sensori che hanno la funzione di individuare se nelle vicinanze ci sono ostacoli e quindi evitarli.

 Naturalmente c'è bisogno anche di un'alimentazione, la quale viene fornita o direttamente dalla  presa di corrente o tramite batteria. Per muoversi un robot possiede le ruote, che sono montate su dei servo motori, i quali sono controllati sempre dal microprocessore. In più è presente una porta seriale che ha il ruolo di scaricare, tramite cavo, la programmazione che viene mandata dal calcolatore. Infine tutto ciò è montato su una basetta metallica che fa da telaio.

schema_blocchi

 

 Antonio Manieri & Mirko Marongiu

okrim87 | plink | 10:29 |commenti
einstein, definizione



Come fa a svolgere le sue funzioni?

robot5b5kit_robo2Un robot dal punto di vista meccanico (hardware), svolge le sue funzioni tramite componenti tecnologici i quali hanno caratteristiche particolari come: il fatto d’essere piccoli e leggeri e costruiti in modo dinamico, per dar vantaggi da punto di vista kit_robo3del peso, dell'agilità etc. al futuro robot che verrà costruito, ciò purtroppo e inversamente proporzionato con i costi (più sono piccoli e leggeri i pezzi maggiore sarà loro prezzo. Nella costruzione di un robot, oltre a viti, bulloni, fili e motori per i suoi movimenti (per poter muovere dei possibili arti, delle rotelle e altre cose ancora che si differenziano a seconda del tipo e delle funzioni del robot da noi progettato), ciò che permette al robot di svolgere le funzioni per il quale viene ideato e poi realizzato, sono i sensori, che possono essere di svariati tipi e ogni uno con differenti caratteristiche, ci sono per esempio sensori di luminosità, per il suono, a infrarossi, di temperatura etc. (utilizzo sensori di luminosi per far si che il robot cammini verso un certo tipo di luce), per quanto riguarda gli altri “pezzi” per costruire un robot, come già detto, essi variano a seconda del robot e delle sue funzioni.

 Parliamo ora della programmazione di un robot (software), ci sono diversi programmi che permettono di controllare il robot, in diversi modi come: vocalmente (grazie a sensori di suono) o tramite computer (utilizzando lminiideshota porta parallela o quella USB) e altri ancora; in particolar modo ci interessa la programmazione tramite computer, la quale avviene grazie a alcuni software (Tubopascal, Assembler, Dos etc.), che utilizzano un linguaggio tecnico. Per linguaggio tecnico intendiamo l’utilizzo di determinati termini,parole o codici (cambiano a seconda del software utilizzato) che indicano specifici comandi, essi inseriti in una finestra di comando ci permettono di impartire ordini al robot.

 

Verde Carlo & Colaiacomo Gabriele

 

 

 

 

 

 

Carlo87 | plink | 10:28 |commenti
einstein, definizione


sabato, 22 ottobre 2005

Circuiti pratici
 
Le porte logiche sono ampiamente utilizzate nella maggior parte delle cose che usiamo ogni giorno, facendo parte dell’elettronica digitale. Quest’ultima è infatti, principalmente, usata per semplificare circuiti e ridurne le dimensioni.
 
Un pratico esempio sull’uso dell’elettronica digitale è la procedura di accensione di un motorino: infatti per accenderlo è necessario girare la chiave premere i freno e il pulsante starter contemporaneamente; questo problema si può quindi risolvere con una porta ttl chiamata and a tre ingressi. Infatti solo quando tutti e tre gli ingressi sono a livello alto (1), l’uscita permuta a livello alto per permettere l’accensione del motorino di avviamento dello scooter.
 
Tabella di funzionamento:
a
b
c
y
   Combinazioni possibili:  23=8                                              
0
0
0
0
0
0
1
0
0
1
0
0
0
1
1
0
1
0
0
0
1
0
1
0
1
1
0
0
1
1
1
1
 
 
Esempio grafico della procedura di start di una moto
 
esempio1
 
 Si può citare un altro esempio di utilizzo quotidiano: un qualsiasi distributore ad di merendine o di sigarette. Infatti anche in questo caso è usata un porta AND a due ingressi, (a: monete, b:pulsante di scelta del prodotto).
  
 dis
 
 
                                                                            
Manieri – Fares – Marongiu - Colaiacomo
okrim87 | plink | 11:04 |commenti (1)
einstein, elettronica digitale


sabato, 01 ottobre 2005

De Angelis-Buonfiglio 5B

FUNZIONAMENTO PORTE LOGICHE PARTICOLARI
EX-NOR EX-OR  

Porta EX-NOR

Il nome di questa porta logica viene dall’insieme di NOT-EX-OR che sta per la funzione di EX-OR negata.

Invece la funzione della porta NOR-EX avviene con la negazione di EX-OR.

Guardando la tavola della verità, si vede che se abbiamo l’uscita del EX-NOR alta (1) questo vuole sta a significare che abbiamo gli ingressi o entrambi bassi (0) o entrambi alti (1).

L’uscita della porta EX-NOR è bassa (0) quando i suoi ingressi hanno opposto livello (0-1 o 1-0).


Questa porta oltre ad essere chiamata EX-NOR viene anche chiamata XNOR. 

Simbolo logico

Funzione logica
Y = AB = A B +A B

Tavola della verità

A      B      Y
0      0      1
0      1      0
1      0      0
1      1      1

Porta EX-OR

La funzione della porta EX-OR è fare la somma binaria senza riporto o evidenzia gli ingressi diversi.

La sua uscita Y è alta (1) quando abbiamo solo un ingresso alto.

Se abbiamo i suoi ingressi con livelli opposti (1-0 o 0-1) è alto, se invece abbiamo i suoi ingressi con livelli uguali (0-0 o 1-1) è basso.

La porta EX-OR ha solamente due ingressi e una sola uscita.

Questa porta oltre ad essere chiamata EX-OR viene anche chiamata XOR.

 
Simbolo logico

Funzione logica

-              -
Y = A   B = A B + A B

Tavola della verità

A      B      Y
0      0      0
0      1      1
1      0      1
1      1      0